Idee tecnologiche per combattere il Coronavirus

Ricercatori, aziende e innovatori di tutto il mondo stanno facendo del loro meglio per cercare di alleviare gli effetti di ...

Idee tecnologiche per combattere il Coronavirus.

Ricercatori, aziende e innovatori di tutto il mondo stanno facendo del loro meglio per cercare di alleviare gli effetti di questa crisi sanitaria globale grazie alla tecnologia. Dalle applicazioni per raccogliere dati sulla diffusione del virus, ai ventilatori stampati in 3D per gli ospedali, questi sono alcuni dei numerosi progetti tecnologici emersi per combattere il coronavirus COVID-19. La unica cosa certa è che questa pandemia cambierà per siempre il nostro stile di vita.

La crisi sanitaria globale causata dallo scoppio del nuovo coronavirus ha innescato un dispiegamento senza precedenti di risorse da parte della comunità scientifica e tecnologica, che si è rivolta alla ricerca di soluzioni che contribuiscono a ridurre l’impatto di questa pandemia, che sta già colpendo migliaia di persone in tutto il mondo.

Numerose iniziative per condividere risorse e conoscenze, come dati e progetti “open source”, sono emerse nelle ultime settimane per aiutare a trovare risposte ad alcune delle sfide poste dalla rapida diffusione del virus. Dalla capacità di misurare l’evoluzione della malattia che provoca (COVID-19), o garantire il corretto funzionamento e la fornitura di materiali nei centri sanitari, per mitigare le conseguenze del distanziamento sociale.

Esaminiamo alcune di queste idee e proposte innovative che combattono la crisi:

“Big data” per comprendere l’albero genealogico dei virus

Comprendere come si comporta questo nuovo virus, chiamato SARS-CoV-2, è di vitale importanza nel progettare misure che possano rallentarne la diffusione. L’organizzazione Nextstrain offre dati, mappe e visualizzazioni in open source e in tempo reale sull’evoluzione del genoma di agenti patogeni come il coronavirus che aiutano gli epidemiologi a capire i loro progressi in diversi paesi, nonché possibili mutazioni che possono alterarne la natura. Grazie alle mappe evolutive di 700 genomi di questo virus che l’organizzazione ha condiviso con la comunità scientifica, è già stato possibile confermare che non ci sono stati cambiamenti significativi nella virulenza di questo virus nella sua diffusione in nuovi paesi.

Machine learning: Apprendimento automatico per trovare una terapia

Con dati di qualità sufficiente, l’intelligenza artificiale può essere un potente strumento per fare previsioni sul decorso della malattia COVID-19 o anche cercare un possibile trattamento. La società di biotecnologie AbCellera sta utilizzando un modello di apprendimento automatico (machine learning) per sviluppare terapie basate sugli anticorpi per i pazienti che si sono ripresi dalla malattia. In particolare, hanno utilizzato questa tecnologia per analizzare più di cinque milioni di cellule immunitarie alla ricerca di quelle che erano in grado di produrre gli anticorpi che hanno aiutato i pazienti a recuperare. Grazie all’intelligenza artificiale, hanno già identificato la sequenza di 500 anticorpi candidati che potrebbero diventare terapie future per questa malattia.

Telemedicina per evitare il collasso negli ospedali

La medicina a distanza è una delle opzioni che la società sta prendendo in considerazione per cercare di alleviare il grande afflusso di persone negli ospedali. Grazie alla telemedicina, la diagnosi e il trattamento possono essere convertiti in processi rapidi e semplici in cui il paziente deve solo aprire un’applicazione, dettagliare i propri sintomi e attendere che un medico li assista attraverso una consultazione virtuale. Alcuni esempi sono stati visti in Cina, dove l’ospedale pubblico Xuhui ha già consultato pazienti di Shanghai che si trovano in Tibet e persino in Francia; o in Spagna, dove la società sivigliana Open Salud si è lanciata per offrire gratuitamente la sua piattaforma di teleconsulto in modo che qualsiasi medico o clinica abbia la possibilità di assistere i propri pazienti attraverso uno strumento adeguato.

Un’App per decongestionare le linee di assistenza

La soluzione viene dalla mano di “Corona Madrid”, un’iniziativa disponibile sia su una pagina web che in una “app” (sia per dispositivi Apple che Android), lanciata dalla Comunità di Madrid, dove gli utenti che sospettano di avere il virus possono eseguire un’autovalutazione della tua salute in base ai sintomi e, in base ai loro risultati, ricevere istruzioni e raccomandazioni per curarti. L’obiettivo di questa iniziativa, sviluppata a tempo di record da diverse società spagnole, è evitare la congestione sulla linea abilitata al coronavirus nella regione e fornire informazioni più concise sull’epidemia alle autorità sanitarie.

Stampa 3D per la respirazione assistita

I ventilatori sono diventati una componente essenziale nel trattamento dei pazienti più gravemente malati con COVID-19.

Tuttavia, il sistema sanitario deve far fronte a una carenza di forniture. Per combattere questo problema, diversi gruppi di “produttori” in tutto il mondo hanno abilitato piattaforme e canali di comunicazione in reti come Telegram in cui condividono informazioni sulla progettazione open source e la produzione di fan con stampanti 3D in modo che chiunque abbia queste stampanti possono collaborare stampando le parti necessarie per replicare questi respiratori automatici. L’obiettivo è renderli disponibili ai servizi sanitari.

Grazie a questo lavoro, in pochi giorni i membri di uno di questi gruppi in Spagna, “Reesistencia Team”, sono riusciti a costruire un primo prototipo di un respiratore autonomo open source che è già stato testato con successo con un maiale presso l’Ospedale dell’Università Centrale delle Asturie. Il team di “produttori” ha ricevuto l’aiuto del dipartimento scientifico del Principato e di tutti i professionisti medici dell’ospedale che, insieme all’Università di Oviedo, stanno lavorando per garantire che in breve tempo il dispositivo possa essere testato sull’uomo.

Un “chatbot” per rispondere alle domande

L’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) ha lanciato il chatbot WHO al fine di fornire informazioni sul nuovo coronavirus e fornire agli utenti risposte a domande comuni relative alla malattia, come ad esempio quali sono i tassi di infezione attuali o come possono proteggersi. Il “bot” funziona in modo semplice: non risponde al linguaggio naturale e quindi gli utenti devono inviare numeri o “emoji” per ottenere maggiori informazioni sui diversi argomenti. Ad esempio, se vogliono conoscere le ultime cifre sul virus, devono comporre 1 o se hai bisogno di consigli di viaggio, dovresti comporre 5.

Il “chatbot” è ospitato nell’applicazione di messaggistica WhatsApp, appartenente al colosso della tecnologia Facebook. Da parte sua, la società ha creato un Centro informazioni sul Coronavirus per il social network che apparirà nella parte superiore del feed degli utenti e la sua funzione sarà quella di fornire loro informazioni autorizzate ed eliminare le diverse “notizie false” dalla piattaforma. che trovano.

Videochiamate per mantenere i legami con l’esterno

Le applicazioni di videochiamata sono diventate uno strumento fondamentale per gestire il confinamento senza perdere il contatto con l’esterno, soprattutto per coloro che lo affrontano individualmente. Alcuni dei più utilizzati sono Skype, WhatsApp, Google Hangouts e Duo, Webex o Zoom, che hanno ricevuto milioni di download in un solo giorno all’inizio dell’epidemia. La funzionalità di videochiamata tramite Facebook Messenger ha anche aumentato la sua attività del 70% dall’inizio dell’epidemia, secondo quanto riferito dalla società stessa.

Queste applicazioni vengono utilizzate sia per organizzare riunioni di telelavoro sia per mantenere i contatti con i propri cari. Nelle ultime settimane è stato anche visto come gli utenti danno libero sfogo alla propria creatività, organizzano concerti, workshop, feste virtuali e persino festeggiamenti di compleanno e matrimoni, in cui gli ospiti ricevono i loro inviti con un link per vedere la cerimonia in streaming.