Osteoporosi: Creato biomateriale che ripristina le ossa nei pazienti

Gli scienziati della Samara National Research University (Russia) hanno sviluppato un nuovo biomateriale che consentirebbe il ripristino di alcuni componenti del tessuto osseo. In pratica, questa proprietà potrebbe aiutare i ...

Osteoporosi: Creato biomateriale che ripristina le ossa nei pazienti.

Gli scienziati della Samara National Research University (Russia) hanno sviluppato un nuovo biomateriale che consentirebbe il ripristino di alcuni componenti del tessuto osseo. In pratica, questa proprietà potrebbe aiutare i pazienti con osteoporosi, una malattia che causa aumento della fragilità ossea e rischio di fratture.

I ricercatori spiegano, in uno studio publicato mesi fa, che questo materiale si basa sull’utilizzo del minerale idrossiapatite, il principale cristallo di ossa e denti che conferisce loro la loro caratteristica durezza.

A differenza della comune idrossiapatite, attualmente utilizzata per ripristinare i componenti minerali delle ossa, il loro biomateriale con “idrossiapatite allogenica“, ottenuta attraverso una tecnologia brevettata unica, darebbe loro anche la possibilità di sostituire anche la parte organica.

“Questo nuovo materiale permette di ripristinare i componenti minerali persi nel tessuto osseo per regolare il trattamento dell’osteoporosi, così come la componente organica, considerata il guscio di ogni biotipo”, affermano gli esperti.

I ricercatori hanno valutato la qualità del loro biomateriale e ne hanno migliorato i metodi per ottenerlo, sottolineando che non esistono analoghi al mondo di tale materiale per il trattamento

dell’osteoporosi.

Hanno condotto, inoltre, studi sperimentali sulla composizione del tessuto osseo in questa condizione per valutare le particolarità della sua struttura nelle sue diverse manifestazioni. Sebbene questa condizione sia causata principalmente da cambiamenti ormonali legati all’età – prevalenti nelle donne in postmenopausa – può anche essere causata da voli spaziali a gravità zero prolungati.

Secondo la NASA (fonte link), gli astronauti hanno dimostrato di perdere circa il 10% della massa ossea nel femore in un viaggio di sei mesi nello spazio. In questo contesto, l’idea dei ricercatori russi potrebbe essere utilizzata anche in studi preclinici per valutarne l’efficacia nella prevenzione dell’osteoporosi, sia sulla Terra che nello Spazio.