Fridays for Future: un sasso bello grande per i politici di tutto il Mondo

Da diversi mesi, giovani provenienti da molteplici paesi hanno protestato per chiedere misure contro il cambiamento climatico. Richiedono un’azione immediata ...

Fridays for Future: un sasso bello grande per i politici di tutto il Mondo.

Da diversi mesi, giovani provenienti da molteplici paesi hanno protestato per chiedere misure contro il cambiamento climatico. Richiedono un’azione immediata a un ritmo che i politici non possono seguire.

“Siamo qui, facciamo rumore perché vogliono rubare il nostro futuro”, è uno dei tanti motti dei giovani di tutto il mondo ispirati dall’attivista svedese Greta Thunberg. Migliaia di giovani, invece di andare a scuola o all’università, escono ogni venerdì in strada per ricordare ai politici la loro responsabilità nella lotta contro il cambiamento climatico. Lo hanno fatto anche il Venerdì Santo, e non vedono una fine in vista per questo movimento.

Il cambiamento climatico è una questione che viene spesso trascinata sotto il tappeto, e questo infastidisce gran parte degli studenti in piazza, soprattutto per coloro che hanno acquisito il diritto di voto e si apprestano a partecipare, per la prima volta, alle elezioni europee di maggio.

La critica del movimento è diretta a tutte le parti, senza eccezione, coloro che si sarebbero addormentati di fronte al riscaldamento globale. “Siamo indipendenti, questo è molto importante, le nostre richieste sono molto più radicali di quelle dei politici”, afferma uno di loro.

Fridays for Future: Nuovo approccio alla politica.

Oltre il 40% di coloro che partecipano al Fridays for Future (venerdì per il futuro) affermano di non sentirsi rappresentati dalle parti.

E’ un dato emerso da uno studio dell’Istituto per le Indagini sulle Proteste e i Movimenti Sociali. I giovani indicano le loro richieste ai politici, ma non solo a loro. Vogliono anche mangiare meno carne, produrre meno rifiuti, consumare più rispettosi dell’ambiente.

La protesta del “venerdì per il futuro” rappresenta un cambiamento radicale nella politica. È una nuova generazione che presenta le sue richieste. I giovani vogliono più digitalizzazione, più velocità, più influenza diretta. I partiti politici hanno il problema che l’età media dei loro militanti si avvicina ai 60 anni e capiscono la politica in un altro modo. C’è il pericolo di irritare un’intera generazione se il problema del riscaldamento globale non viene preso sul serio.

Fridays for Future: Impeto giovanile.

Da una parte, le richieste urgenti degli attivisti, dall’altra la corpulenta macchina della democrazia parlamentare. Il potenziale del movimento è senza dubbio l’impeto giovanile, ma per molti questo non sarà un percorso semplice.

Il fatto che tanti giovani scendano in strada ogni settimana ha dato coraggio ad altri giovani che si uniscono sempre più alla protesta mondiale. La strada deve essere la politica, perchè è da lì che si possono davvero apportare cambiamenti. Senza la politica, gli attivisti di Fridays for Future sanno che non si può fare molto.