Il corpo umano come una batteria elettrica

Recentemente ha fatto parlare di sé una tecnologia sviluppata da Mithras Technology, poiché prevede di sfruttare il calore emanato dal corpo umano per utilizzarlo come generatore termoelettrico che permette [...] ..

Il corpo umano come una batteria elettrica

Recentemente ha fatto parlare di sé una tecnologia sviluppata da Mithras Technology, poiché prevede di sfruttare il calore emanato dal corpo umano per utilizzarlo come generatore termoelettrico che permette la ricarica di wearables (dispositivi indossabili), oltre che di altri dispositivi elettronici.

E se una persona anziana che si affida agli apparecchi acustici per supportare il proprio udito potesse avere la possibilità di acquistarne di che funzionano in modo autonomo, senza necessità di manutenzione o sostituzione delle minuscole batterie ogni due settimane?

Ebbene, il team di Mithras Technology sembra avere la risposta a questa domanda in cui Franco Membrini e Moritz Thielen, i suoi fondatori, si sono posti la missione di realizzare dispositivi che funzionino con energia ecologica e decentralizzata, ottenendola dal corpo umano.

In questo senso, il corpo umano ha la capacità di generare circa 100 watt di energia termica, gran parte di questa viene canalizzata dall’ambiente circostante.

È qui che Mithras vuole intervenire e utilizzare quell’energia “sprecata” a proprio vantaggio e convertirla in elettricità utilizzando generatori termoelettrici (TEG).

In questo senso, una parte del TEG rimarrà in contatto con il corpo e il resto con l’ambiente. In questo modo si genererà una differenza di temperatura tra le due parti del dispositivo che verrà utilizzata dallo stesso per convertirlo in elettricità e utilizzarlo per alimentare una batteria.

I TEG avranno la capacità di produrre energia anche quando la differenza di temperatura esistente è solo di un grado. In questi giorni i fondatori insieme al team di Mithras Technology stanno lavorando alla realizzazione di prototipi. D’altra parte, questo progetto si basa su una tesi di dottorato di Thielen che ha ottenuto un dottorato in micro e nanosistemi all’ETH di Zurigo, essendo uno dei pochi ad averlo raggiunto.