Coronavirus OMS: “Siamo in un territorio inesplorato”

Tedros Adhanom Ghebreyesus, presidente dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ha descritto lunedì la crisi sanitaria generata dal coronavirus covid-19 come ...

Coronavirus OMS: "Siamo in un territorio inesplorato".

Tedros Adhanom Ghebreyesus, presidente dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ha descritto lunedì la crisi sanitaria generata dal coronavirus covid-19 come “territorio inesplorato, poiché” dice “mai prima” aveva visto un patogeno respiratorio capace di trasmissione comunitaria, anche se ha ammesso che la malattia può essere contenuta con misure appropriate.

Questo è un virus unico, con caratteristiche uniche. Questo virus non è influenza. Siamo in un territorio sconosciuto“, ha ammesso il capo dell’OMS durante una conferenza stampa presso la sede dell’organizzazione a Ginevra (Svizzera).

Tedros ha sottolineato che le epidemie in Corea del Sud, Italia, Iran e Giappone sono attualmente la principale preoccupazione per l’OMS. Ha anche scoperto che nelle ultime 24 ore ci sono stati quasi nove volte più casi di covid-19 fuori dalla Cina che all’interno.

Allo stesso tempo, il capo dell’agenzia ha invitato a non arrendersi all’epidemia, sottolineando la necessità di fare tutto il possibile utilizzando la strategia di contenimento, indipendentemente dal numero di casi. Secondo Tedros, l’epidemia può essere contenuta con le misure appropriate.

Il contenimento di covid-19 “è fattibile e dovrebbe rimanere la massima priorità per tutti i paesi”, ha affermato Tedros, sottolineando che con misure “precoci e aggressive” le autorità possono fermare la trasmissione

e salvare vite umane. D’altra parte, Tedros ha affermato che l’OMS “non esiterà a descriverlo come una pandemia se l’evidenza lo suggerisce”.

Rischio “molto alto”

La scorsa settimana, Tedros aveva elencato una serie di ragioni che rendono “molto elevato” l’attuale rischio del nuovo coronavirus. Innanzitutto, ha sottolineato la “difficoltà” nel rilevare casi dovuti a sintomi non specifici e al “potenziale di trasmissione” del virus, che non è stato ancora identificato. D’altro canto, ha sottolineato il “grande impatto” che l’epidemia può causare nei sistemi sanitari di alcuni dei paesi interessati e di quelli a rischio.

A questi motivi si aggiunge l’aumento della diffusione dei casi al di fuori della Cina, con la registrazione di “grandi gruppi” di infetti recentemente segnalati a livello internazionale. Allo stesso modo, la “limitata capacità” di eseguire test per identificare la malattia e la “potenziale carenza” di forniture mediche hanno influenzato la sua capacità di rischio.