Città futuristica sostenibile in mezzo al deserto del miliardario Marc Lore

Marc Lore, miliardario americano ed ex dirigente di Walmart, ha rivelato i piani per creare entro il 2030 una metropoli sostenibile che dovrebbe essere costruita da zero nel deserto [...] ..

Città futuristica sostenibile in mezzo al deserto del miliardario Marc Lore

Marc Lore, miliardario americano ed ex dirigente di Walmart, ha rivelato i piani per creare entro il 2030 una metropoli sostenibile che dovrebbe essere costruita da zero nel deserto americano. Il progetto è annunciato come “una nuova città negli Stati Uniti che stabilisce uno standard globale per la vita urbana, espande il potenziale umano e diventa un modello per le generazioni future“.

L’ambiziosa proposta di realizzare uno spazio di oltre 600 chilometri quadrati del valore di 400 miliardi di dollari, promette un’architettura ecologica, una produzione di energia sostenibile e un sistema idrico resistente alla siccità.

Città dei 15 minuti

La pianificazione della “città dei 15 minuti” consentirà ai residenti di accedere ai propri luoghi di lavoro, alle scuole e ai servizi entro un quarto d’ora di auto dalle proprie abitazioni.

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L’azienda sta attualmente valutando come possibili località gli stati del Nevada, Utah, Idaho, Arizona e Texas.

Design urbano innovativo

Oltre al design urbano innovativo, si propone anche di stabilire una governance trasparente sotto forma di un”‘nuovo modello per la società”. Prendendo il nome dall’antica parola greca “telos” (termine usato dal filosofo Aristotele per descrivere uno scopo intrinseco o superiore), la Città di Tolosa permetterebbe ai residenti di partecipare direttamente al bilancio e al processo decisionale.

L’annuncio è stato accompagnato da una serie di rendering digitali dello studio di design Bjarke Ingels Group (BIG). Le immagini rivelano edifici residenziali ricoperti di verde e residenti immaginari che si godono gli abbondanti spazi aperti. Un’altra immagine mostra un grattacielo, soprannominato Equitism Tower, che viene descritto come “un faro per la città”. L’edificio sarebbe dotato di stoccaggio dell’acqua, allevamenti aeroponici e un tetto fotovoltaico che gli consentirebbe di “condividere e distribuire tutto ciò che produce”.