Telepatia Telefonica: fenomeno della Comunicazione Mentale a Distanza

Una nuova ricerca indaga sul fenomeno della telepatia telefonica, esaminando la possibilità di una comunicazione mentale a distanza tra le persone. Scopri i risultati e le domande ancora aperte...

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La telepatia è definita come: “coincidenza di pensieri o sensazioni tra persone generalmente distanti tra loro, senza la partecipazione dei sensi, e postula la possibile esistenza di una comunicazione di natura sconosciuta”. Secondo una nuova ricerca, il fenomeno della telepatia potrebbe essere reale.

Chi sta chiamando al telefono? Per chi ha meno di 30 anni questa domanda può sembrare anacronistica: quasi tutti i telefoni moderni mostrano la risposta sullo schermo prima di rispondere. Ma prima dell’era degli smartphone, prendere in mano il telefono significava un breve momento di mistero in cui ti chiedevi chi ci fosse dall’altra parte della linea.

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Telepatia telefonica

Esiste un fenomeno particolarmente strano noto come telepatia telefonica, in cui le persone sono sorprese di avere una sensazione su chi le stava chiamando che si rivela corretta (come pensare a un amico perduto da tempo pochi istanti prima di chiamare all’improvviso). Nei sondaggi condotti negli Stati Uniti e nel Regno Unito, oltre il 40% delle persone ha affermato che ciò è accaduto anche a loro.

Molte di queste esperienze sono senza dubbio dovute a uno o più motivi banali: pregiudizi selettivi di memoria/conferma (dimentichi tutte le volte in cui hai chiamato male e ricordi solo le rare volte in cui hai capito bene), coincidenza e anticipazione subconscia basata sulla routine e orari di chiamata abituali di determinate persone. Tuttavia, alcuni studi precedenti hanno tentato di controllare questi fattori attraverso controlli, ad esempio utilizzando persone selezionate casualmente da un gruppo di persone con pari possibilità di chiamata.

In uno di questi studi, in cui sono stati utilizzati quattro potenziali chiamanti in 571 prove, il tasso di successo complessivo è stato del 40%, significativamente superiore al tasso di successo atteso del 25%. Ricercatori indipendenti hanno replicato questi risultati, sebbene altri tentativi di replica abbiano trovato solo risultati coerenti con quanto ci si aspetterebbe per caso.

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Tuttavia, se i risultati positivi sono corretti, ci resta la domanda sul perché si verifica la “telepatia telefonica”: si tratta di una sorta di comunicazione sconosciuta tra le menti (letteralmente, telepatia) o, cosa ancora più strana, potrebbe trattarsi di precognizione da parte di la persona chiamata, che accede alle informazioni su chi la sta chiamando (o, più correttamente, chi l’ha chiamata) dal futuro? E inoltre, alcuni fattori influenzano l’efficacia della telepatia telefonica, come la familiarità del chiamante, la parentela genetica e la distanza fisica?

Un recente studio condotto da ricercatori dell’Istituto di Scienze Noetiche (IONS) (“Chi sta chiamando? Valutare l’accuratezza di indovinare chi è al telefono”), tra cui l’acclamato ricercatore psi Dean Radin, ha indagato su alcune di queste domande:

“Abbiamo condotto uno studio trasversale su gruppi di tre partecipanti (triadi) che hanno tentato di indovinare chi li stava chiamando in 12 prove, sei delle quali il server web ha scelto casualmente il chiamante prima di indovinare il chiamante (telepatico/pre-selezionato) e sei dei quali il chiamante è stato selezionato dopo aver indovinato il chiamante (precognitivo/post-selezionato). Gli obiettivi di questo studio erano di valutare:

1) l’accuratezza dei partecipanti nell’indovinare chi li stava chiamando e qualsiasi differenza tra studi telepatici/preselezionati e precognitivi/post-selezionati;

2)

la relazione tra parentela genetica, vicinanza emotiva, frequenza di comunicazione, distanza fisica e accuratezza”.

Un totale di 35 “triadi” (gruppi di tre, ovvero un totale di 105 partecipanti) hanno completato le 12 prove previste.

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Risultati promettenti

Risultati positivi significativi sono stati ottenuti quando il chiamante ha rivolto un’intenzione positiva verso il chiamante (cioè, meccanismo telepatico; P <0,001), ma non quando il chiamante ha fatto la sua ipotesi prima che il chiamante fosse selezionato a caso (meccanismo precognitivo). Questo risultato è coerente con due studi precedenti che hanno studiato il meccanismo e hanno trovato risultati positivi per il meccanismo telepatico.

Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che la parentela genetica e la frequenza della comunicazione sembravano avere un effetto positivo sull’accuratezza, ma suggeriscono che sono necessarie ulteriori analisi “per evidenziare queste sfumature”.

Nel complesso, i ricercatori hanno concluso:

“Abbiamo osservato risultati significativamente superiori al caso negli studi di telepatia, in cui l’interlocutore veniva preselezionato dal server web e gli veniva chiesto di dirigere la sua attenzione verso il suo interlocutore. Questo risultato dovrebbe essere considerato alla luce di un possibile inganno se i partecipanti si trovassero nella stessa stanza. Anche la frequenza della variabile di comunicazione era associata ad una maggiore accuratezza. L’influenza della vicinanza emotiva e della parentela genetica era incerta e i nostri risultati si sono aggiunti ai risultati contrastanti riportati su queste possibili relazioni in studi precedenti. In sintesi, riteniamo che siano necessarie ulteriori ricerche per valutare il fenomeno della telepatia telefonica”.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati qui con il titolo: “Who’s calling? Evaluating the accuracy of guessing who is on the phone“.

(Credit Foto: Anima Gemella 3BOX.it & Bing IA)