Problemi Reddito di Emergenza: domande rifiutate INPS

Il governo ha voluto aiutare le famiglie italiane in difficoltà per la fase successiva all’emergenza del nuovo coronavirus Covid-19 🔥, ...

Problemi Reddito di Emergenza: domande rifiutate INPS.

Il governo ha voluto aiutare le famiglie italiane in difficoltà per la fase successiva all’emergenza del nuovo coronavirus Covid-19 🔥, con il reddito di emergenza (REM). E’ una nuova misura, all’interno di altre previste nel Decreto Rilancio, per supportare i nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica causata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19. A tal proposito l’INSP ha fatto sapere quando le domande di sostegno economico potrebbero essere rifiutate spiegando anche quelli che sono i motivi del rifiuto.

Come richiedere il Reddito di Emergenza: scadenza domanda.

Come ricordato dallo stesso istituto, i nuclei in possesso di determinati requisiti possono richiedere il Reddito di Emergenza all’INPS, esclusivamente in via telematica, entro il termine perentorio del 30 giugno 2020.

La domanda può essere presentata attraverso il servizio online sul portale dell’INPS 💰, se si è in possesso di PIN INPS, SPID, Carta Nazionale dei Servizi o Carta di identità elettronica. Oppure tramite patronati o CAF. Con la circolare INPS 3 giugno 2020, n° 69 si illustrano i termini e le modalità di presentazione della domanda, i requisiti per l’accesso (di residenza, economici, di compatibilità con altre prestazioni), le modalità di calcolo del beneficio.

Cosa serve per inoltrare la domanda

Il reddito di emergenza (REM) viene riconosciuto ai nuclei familiari in possesso dei seguenti requisiti:

☛ residenza in Italia al momento della domanda, verificata con riferimento al solo componente richiedente il beneficio;

☛ un valore del reddito familiare, nel mese di aprile 2020, inferiore a una soglia pari all’ammontare del beneficio;

☛ un valore del patrimonio mobiliare familiare (con riferimento all’anno 2019) inferiore a 10000 euro. La soglia è accresciuta di 5000 euro: ☛ per ogni componente successivo al primo (fino a un massimo di 20000 euro); ☛ in presenza di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza come definite ai fini ISEE;

☛ un valore ISEE, attestato dalla DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) valida al momento di presentazione della domanda, inferiore a 15000 euro.

Problemi con DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) non valida.

Secondo l’INPS esistono molte istanze, tra quelle già presentate, che non non si possono validare perchè molte domande risultano prive dei documenti necessari. Per questo motivo si è costretti a rinviare da zero le domande per accedere al bonus varato dal Governo.

Il problema principale evidenziato dall’INPS tra le domande fin qui ricevute è che molte istanze sono prive di una DSU valida, la Dichiarazione Sostitutiva Unica al cui interno sono contenuti tutti i dati del reddito e del patriminio del nucleo familiare necessari per il calcolo dell’ISEE.

Tutte le domande che saranno prive di queste informazioni non potranno essere elaborate e per tante le famiglie si vedranno rispinta la loro domanda per accedere al reddito di emergenza. L’INPS invita quindi tutti coloro che devono inoltrare la domanda di controllare bane tutta la documentazione e di verificare che tutto sia in ordine, consigliando anche di farsi seguire da un CAF o Patronato per evitare di incorrere in errori o documenti incompleti.

Ulteriori informazioni sul Reddito di Emergenza (REM).

L’importo REM che si può attingere

L’importo spettante di REM si ricava moltiplicando la scala di equivalenza del nucleo familiare per 400 (cifra spettante per nuclei familiari in cui sia presente solo il richiedente. La scala di equivalenza assegna valore 1 al richiedente, tale valore è incrementato di 0,4 per ogni componente del nucleo maggiorenne e di 0,2 per ogni componente minorenne fino ad un massimo di valore 2 (2,1 se nel nucleo è presente una componente con grave disabilità o in condizione di non autosufficienza).

• Per il solo adulto richiedente, quindi, la somma spettante è pari a 400 euro. (scala di equivalenza 1)

• Per nuclei familiari composti da 1 adulto e 1 minore  la somma spettante è 480 euro (scala di equivalenza 1,2)

• Per nuclei familiari composti da 2 adulti la somma spettante è 560 euro (scala di equivalenza 1,4)

• Per nuclei familiari composti da 2 adulti e un minore la somma spettante è 640 euro (scala di equivalenza 1,6)

• Per nuclei familiari composti da 2 adulti e 2 minori la somma spettante è 720 euro (scala di equivalenza 1,8)

• Per nuclei familiari composti da 2 adulti e 3 minori la somma spettante  la somma spettante è di 800 euro (scala di equivalenza 2).

In caso di nuclei familiari più numerosi la scala di equivalenza di riferimento è sempre 2 ed il reddito di emergenza spettante è sempre di 800 euro tranne nei casi che si supera il valore 2 ma nel nucleo familiare sia presente un disabile grave: in quel caso la scala di equivalenza è 2,1 e il REM spettante di 840 euro.

Quanto dura il REM e data di partenza

Il reddito di emergenza verrà erogato per 2 mensilità. Per domande presentate entro il 31 maggio le mensilità erogate saranno maggio e giugno, se la domanda viene presentata a giugno, invece, le mensilità spettanti sono giugno e luglio.

Compatibilità REM

Il  REM non è compatibile con nuclei familiari in cui sia presente anche un solo componente che abbia fruito di una delle indennità previste dal Decreto Cura Italia e dal Decreto Rilancio ovvero le indennità che sono state erogate a:

• lavoratori autonomi iscritti alle gestioni INPS;
• liberi professionisti titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata;
• lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata;
• lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali;
• lavoratori dello spettacolo;
• lavoratori agricoli;
• lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
• lavoratori intermittenti;
• lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
• incaricati alle vendite a domicilio;
• lavoratori domestici.

Il Rem non è compatibile neanche con nuclei familiari in cui sia presente anche un solo componente titolare di pensione diretta o indiretta (fanno eccezione pensione di invalidità civile e assegno ordinario di invalidità) o in cui sia presente un componente titolare di contratto di lavoro che preveda una retribuzione lorda superiore all’importo del REM spettante. Il REM non spetta ai nuclei familiari che percepiscono Reddito di Cittadinanza o Pensione di cittadinanza.