Felicità nell’età adulta: come cambia secondo uno studio internazionale

La Giornata Internazionale della Felicità, una data stabilita dalle Nazioni Unite (ONU) per commemorare l’importanza della felicità come parte integrante dello sviluppo e del benessere di tutte le persone. [...] ..

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La Giornata Internazionale della Felicità, una data stabilita dalle Nazioni Unite (ONU) per commemorare l’importanza della felicità come parte integrante dello sviluppo e del benessere di tutte le persone.

Ogni persona vive la vita in modo diverso. Ma si crede che la felicità segua un percorso particolare. In generale e secondo diverse ricerche, la soddisfazione nella vita tende ad essere piuttosto alta all’inizio e, con il passare degli anni, diminuisce fino a raggiungere uno dei suoi minimi nella mezza età; è solo all’ingresso della terza età che sensazioni piacevoli come la gioia e la felicità tornano a crescere.

Questa è la conclusione a cui è giunta una ricerca dell’Università di Warwick nel Regno Unito intitolata “Confronto transculturale dei correlati della qualità della vita e dello stato di salute: lo studio Whitehall II (Regno Unito) e lo studio sulla salute dell’ovest di New York (USA)“.

Per raggiungere questa ipotesi, gli studiosi hanno analizzato lo stile di vita di oltre 10.000 cittadini americani e inglesi e hanno studiato variabili come la percezione della salute in generale, il dolore, lo stato di benessere o salute mentale e hanno concluso che, nonostante presentino – nella maggior parte dei casi – un declino fisico, le persone si sentono più felici man mano che invecchiano.

Lo studio evidenzia che i livelli di stress, preoccupazione e rabbia diminuiscono significativamente man mano che i partecipanti superano i 50 anni. Allo stesso tempo, i loro livelli di felicità e godimento della vita aumentano. Tuttavia, gli specialisti sottolineano che l’unico sentimento che hanno rilevato non segue un modello lineare ed è imprevedibile, è la tristezza.

Un dato interessante da considerare riguardo allo studio è che ha coinvolto persone provenienti da due paesi che, appunto, sono regolati da sistemi sanitari e di assistenza agli anziani diversi. Nonostante ciò, non sono state osservate differenze nelle risposte né nei comportamenti dei partecipanti osservati.

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Felicità e benessere mentale: come migliorano con l’età

I ricercatori hanno affermato in un’intervista con l’università britannica:

“È evidente che la condizione fisica delle persone peggiora con l’avanzare dell’età, ma è interessante notare che non avviene lo stesso con il loro benessere mentale; al contrario, migliora”.

Gli anziani sembrano avere migliori capacità di gestire le difficoltà della vita rispetto ai giovani, secondo gli esperti. Altri studi confermano queste conclusioni. Un sondaggio del 2010 condotto dall’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti su 341.000 persone ha rivelato che il piacere della vita diminuisce dai 30 anni, raggiunge il punto più basso a 45 anni e ricomincia a salire dopo i 50 anni, raggiungendo il massimo a 85 anni.

L’Ufficio di Statistica Nazionale del Regno Unito ha condotto una ricerca simile, dimostrando che la felicità segue una forma a “U” lungo la vita, con picchi di felicità durante l’infanzia, la giovinezza e la vecchiaia.

La felicità sembra influenzare anche la salute fisica, con studi che mostrano che le persone più soddisfatte della loro vita hanno meno probabilità di ammalarsi e guariscono più rapidamente dalle ferite.

Durante la fase dell’età adulta intermedia, intorno ai 40 anni, sia gli uomini che le donne possono affrontare una crisi legata all’invecchiamento e alla realizzazione dei propri obiettivi. Tuttavia, questa fase non dovrebbe essere confusa con un disturbo psichico.

È importante aiutare le persone che attraversano questo periodo di trasformazione a trovare strumenti per lo sviluppo personale e a separare la realtà dalla fantasia in situazioni stressanti.

In sintesi, la felicità sembra aumentare con l’età e influenzare positivamente la salute fisica, mentre la fase di malessere durante l’età adulta intermedia è normale e prevedibile. È importante affrontare le sfide della vita con ottimismo e cercare di separare la realtà dalla fantasia per mantenere un benessere psicofisico.