Entanglement quantistico, fotografato il fenomeno descritto da Einstein come “azione spettrale a distanza”

L’entanglement quantistico rappresenta uno dei fenomeni più misteriosi, e tuttora sostanzialmente inspiegati, di tutta la fisica. Il fenomeno che Einstein chiamava [...]


Entanglement quantistico, fotografato il fenomeno descritto da Einstein come "azione spettrale a distanza".

L’entanglement quantistico rappresenta uno dei fenomeni più misteriosi, e tuttora sostanzialmente inspiegati, di tutta la fisica. Il fenomeno che Einstein chiamava “azione spettrale a distanza” fa già parte dell’immaginario visivo dell’umanità.

E’ senza dubbio una delle proprietà fisiche più poetiche, l’entanglement quantistico. E’ stata appena fotografata per la prima volta. Gli scienziati della Technological University di Delft, in Olanda, hanno fotografato il fenomeno descritto da Einstein come “azione spettrale a distanza“.

L’azione spettrale a distanza si riferisce al fenomeno durante il quale due particelle interagiscono e condividono stati fisici, indipendentemente dalla distanza spaziale o temporale che li separa. A malapena nel 2015 è stata verificata la sua esistenza, di cui Einstein dubitava certamente, e ora fa già parte dell’immaginario visivo, grazie a questa fotografia.

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Paul-Antoine Moreau, della Scuola di Fisica e Astronomia dell’Università di Glasgow, ha descritto la fotografia in questo modo:

“Un’elegante dimostrazione di una proprietà fondamentale della natura”.

Al di là delle implicazioni pratiche di questa immagine nello sviluppo scientifico, è anche un promemoria che la scienza è poesia. In effetti, l’entanglement quantistico è stato usato come metafora (o forse descrizione palpabile) di certi legami d’amore che possono essere generati tra due esseri.

Ecco la prima immagine dell'entanglement quantistico.

Come riportato dalla BBC, l’immagine è stata realizzata grazie a un sistema che i ricercatori hanno progettato per emettere un raggio di fotoni intrecciati da una sorgente di luce quantistica a “oggetti non convenzionali”. Questo si è riflesso nei materiali a cristalli liquidi, che alterano i fotoni nel loro percorso.